Discussione:
ora si' che e' finita
(troppo vecchio per rispondere)
Dario D.
2008-09-15 21:37:41 UTC
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come ho gia' avuto modo di scrivere, forse d'impulso, tutto
m'aspettavo fuorche' la morte di wright
per arcane ed inspiegabili ragioni, non sono mai stato in grado di
figurarmela
e syd (in fondo) era, se non deceduto, da (parecchio) tempo altrove e
la sua, di morte, ha piu' rattristato che sorpreso
ora richard
io che, musicalmente ed onestamente, sono 'nato' grazie ai cristalli
di boemia di syocd
banale, e molto insensato, ribadire che tutti - prima o poi - ci si
debba assentare da questo mondo
e che fosse stato il turno di waters, ci stava (non gli si concede 10
cents a vederlo ciondolare)
che un 'qualcosa' spegnesse l'esistenza di gilmour, in fondo, ci stava
- e ci sta
ma rick no. con lui, dopo syd, i floyd ora son davvero morti
la fiaba, come dice stanz, e' davvero finita
nel senso che ti riesce difficile (ri)ascoltare il farfisa di wright
senza fare a meno di ricordare a te stesso che quel fenomenale
tastierista (e m'auguro che valerio e paolo gli sappiano fare onore
meglio e piu' di me) e' morto. proprio oggi. d'improvviso
riuscivo, finora, ancora ad ascoltare pezzi in cui - a dispetto della
scura signora con la falce - s'intravede vivido lo sguardo e ardente
l'anima di barrett
probabilmente d'ora in poi sara' (molto) diverso
oggi non e' scomparsa una persona
oggi e' morto - davvero - il SOUND FLOYDIANO
Valerio HT
2008-09-16 05:28:28 UTC
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Post by Dario D.
come ho gia' avuto modo di scrivere, forse d'impulso, tutto
m'aspettavo fuorche' la morte di wright
per arcane ed inspiegabili ragioni, non sono mai stato in grado di
figurarmela
Valerio HT:
Io invece temevo che Richard Wright potesse gravemente ammalarsi,
e non per arcane ragioni, e dentro me pregavo perché ciò non succedesse;
ma non mi aspettavo la notizia della sua morte arrivata così
d'improvviso, senza il minimo segno anticipatore. Mi pare che le sue
ultime dichiarazioni (come di consueto dopo il 2 luglio 2005)
riguardassero la solita questione di una possibile riunione con Waters,
e che lui abbia detto perché a suo avviso la cosa non era fattibile;
mi pare che risalgano a pochi mesi or sono, parlava del suo progetto
di fare un album usando principalmente il pianoforte invece delle
tastiere elettroniche, e non vi era il minimo accenno a suoi problemi
di salute. Probabilmente non si era ancora manifestata la malattia, e
diceva che sperava di poter far uscire il suo nuovo album solista per
il 2009. Al momento si sa che è morto di cancro ma non in quale organo
del corpo si sia originato. I miei timori sul fatto che Wright potesse
ammalarsi di cancro erano originati principalmente sull'osservazione che
sin da giovane è sempre stato un forte fumatore. Anche gli altri erano
tutti fumatori, ma meno assidui di Rick. Ancora non so quanto questo
abbia a che fare con la sua morte, posso solamente supporlo.
Anche quando è morto Syd Barrett si è parlato di cancro, ma c'è voluto
un po' prima di sapere che si trattava del carcinoma del pancreas, uno
dei più letali in assoluto (e quello c'entra ben poco col fumo, tra
l'altro). Ma, alla fine, il fatto che uno si trovi o no queste terribili
malattie, e anche quando ci si trovi, dipende anche da cause
imponderabili. Chi poteva supporre che Frank Zappa si sarebbe trovato
con un cancro alla prostata prima ancora di compiere 50 anni, e che poi
ne sarebbe rimasto ucciso?

Per cui, poteva anche succedere che Richard Wright raggiungesse e
superasse i 70 anni ancora suonando, come aveva immaginato nel 1987
e detto in una famosa intervista; forse non coi Pink Floyd, visto che
molti anni dopo Waters, anche Gilmour si ritrovava a non voler suonare
più col gruppo e "come Pink Floyd", e tantomeno con Roger Waters.
Post by Dario D.
e syd (in fondo) era, se non deceduto, da (parecchio) tempo altrove e
la sua, di morte, ha piu' rattristato che sorpreso
ora richard
io che, musicalmente ed onestamente, sono 'nato' grazie ai cristalli
di boemia di syocd
banale, e molto insensato, ribadire che tutti - prima o poi - ci si
debba assentare da questo mondo
e che fosse stato il turno di waters, ci stava (non gli si concede 10
cents a vederlo ciondolare)
che un 'qualcosa' spegnesse l'esistenza di gilmour, in fondo, ci stava
- e ci sta
ma rick no. con lui, dopo syd, i floyd ora son davvero morti
Valerio HT:
E' vero che i Pink Floyd non esistano più, ora. A qualsiasi effetto,
tranne che nei nostri ricordi. Da anni Gilmour ribadiva che ormai il
gruppo era solamente "virtuale", una società di persone che avevano
lavorato insieme a progetti musicali, ma senza un reale futuro come
gruppo che lavori ad altri progetti. Ma ora i Pink Floyd non esistono
più neppure come "entità virtuale". Certo, anche quando fu avviata
la lavorazione di A Momentary Lapse Of Reason i "Pink Floyd" erano
solamente Gilmour e Mason (e le musiche dell'album erano quasi tutta
opera di Gilmour); ma era un altro momento e un'altra situazione;
all'epoca era importante (soprattutto per Gilmour) poter fare la sua
musica ma col marchio e il grandioso show dei Pink Floyd. Ma da anni
Gilmour aveva cambiato idea, e non è questo il thread dove discutere
nei dettagli i perché di quel cambiamento.

Comunque, chi poteva immaginare che due anni dopo il tour di
On An Island in cui era presente Wright accanto a Gilmour, e circa
in quello stesso periodo moriva Syd Barrett, sarebbe morto un altro
membro dei Pink Floyd? E chi poteva immaginare che sarebbe stato
Wright? Ma neppure c'era fondato motivo di pensare che prima di
lui potesse decedere un altro del gruppo o Waters. Semplicemente,
non era cosa ponderabile. Ora metà della formazione originaria
dei Pink Floyd se ne è andata via da questo mondo: per la precisione,
la sezione solista, melodica ed armonica, visto che Waters e Mason
erano la sezione ritmica, ergo proprio i due, Barrett e Wright, maggiori
contributori del primo "Pink Floyd sound", quello documentato
da Peter Whitehead in "Tonight Let's Make Love In London".

Ma Wright era anche stato elemento importantissimo del secondo
"Pink Floyd sound" e comunque fondamentale sino a Wish You Were Here
compreso, pensa ancora all'inizio di Shine On You Crazy Diamond...

E' vero quello che in questo thread qualcuno ha detto, cioè che
l'apporto di Wright per la musica dei Pink Floyd sia stato decisamente
sottovalutato. Io questo lo dico da anni.
Post by Dario D.
la fiaba, come dice stanz, e' davvero finita
nel senso che ti riesce difficile (ri)ascoltare il farfisa di wright
senza fare a meno di ricordare a te stesso che quel fenomenale
tastierista (e m'auguro che valerio e paolo gli sappiano fare onore
meglio e piu' di me) e' morto.
Valerio HT:
Vorrei farlo. Perché a differenza di chi ha conosciuto i Pink Floyd
dalla metà degli anni '70 in poi, per me come per altri di coloro che
li avevano conosciuti all'epoca in cui uscivano i loro primi album,
Richard Wright era un musicista assolutamente fondamentale per
la musica del gruppo, anzi per parecchi di noi era il nostro "Pink
Floyd" preferito.
Per me lo è stato sin da quando ascoltavo le divagazioni semi-atonali
di Wright col wha-wha collegato al Farfisa in Set The Controls For The
Heart Of The Sun, e col vibrafono (anche quello suonato da lui) in
sovvraincisione in background. Dopo l'uscita di Syd Barrett dal gruppo,
per qualche tempo proprio Richard Wright più di chiunque altro era
quello che creava il caratteristico "Pink Floyd sound", le atmosfere dei
Pink Floyd "psichedelici" ma in realtà molto ambientali, spesso
surreali, onirici, "misteriosi": tutte cose alle quali Roger Waters
decise di dare un taglio abbastanza netto, quando per lui i testi
assunsero un'importanza assai maggiore e da anni si era stufato delle
sperimentazioni.

Benchè anche Richard Wright non sia più ritornato "alle origini", è di
sicuro, insieme a Nick Mason, quello che ha meno rinnegato quelle
origini. Quando, abbastanza recentemente, si era trovato di nuovo dopo
decenni davanti allo stesso organo liturgico (comunemente detto "a
canne") utilizzato per la parte finale di A Saucerful Of Secrets nel
album omonimo (il mio primo album dei Pink Floyd, nel senso cronologico,
perlomeno il primo ascoltato per intero e avuto per regalo), ebbene,
gli è venuto voglia di rimettersi a suonare il famoso motivo conduttore
di Celestial Voices a quell'organo che era appunto stato usato nella
primavera del 1968 per la registrazione in A Saucerful Of Secrets.
Se per assai improbabile voglia Gilmour avesse detto di fare
A Saucerful Of Secrets in concerto, credo che Wright non avrebbe
avuto obiezioni (nemmeno Mason se non da un punto di vista tecnico...
è divenuto lento, non si è tenuto in forma ne' esercitato e forse
avrebbe avuto problemi a fare "on stage" il loop di batteria di cui
faceva sfoggio ad esempio in "Pink Floyd live at Pompeii").

Il sogno di Richard Wright, è noto, era quello di poter divenire un
compositore / suonatore di musica "seria". E' stato Wright a insistere
per fare il secondo disco di Ummagumma in studio con composizioni
proprie (che in buona parte costituiscono quanto di più sperimentale
abbiano fatto i Pink Floyd; che poi piacciano o meno, che convincano
o no, è un'altra questione). Ci ha dovuto rinunciare, dopo quel periodo
sperimentale abbastanza breve. Ma non si è mai staccato completamente
dal mondo della musica "seria", se in questi anni ha seguito un
seminario su Stockhausen, forse il suo primo punto di riferimento per
le sue passate velleità di compositore "d'avanguardia". Waters invece,
sempre in tempi abbastanza recenti, aveva espresso grande disprezzo
per la musica di Stockhausen (definita da lui "quella merda") e degli
altri compositori "colti contemporanei". Per Waters la musica
sperimentale in fondo era una specie di gioco, lui vi si è dedicato con
impegno ma abbastanza presto si è annoiato, anche perché quello che
potevano tirar fuori di sperimentale i Pink Floyd l'hanno fatto nel giro
di pochi anni: dopo, probabilmente, non avrebbero potuto far molto
di più che ripetersi seppure con alcune variazioni. Anche da lì nasce
l'esigenza di riavvicinarsi alla musica "pop" o rock propriamente detta,
con la vera missione-mania dei Pink Floyd: il perfezionismo, il voler
avere "il controllo totale del suono". Per fortuna che almeno sino al
1970-inizio 1971, non erano ancora stati così affetti da quella
patologia. Che peraltro sarebbe divenuta una delle motivazioni del
loro successivo enorme successo popolare.

Però, se per Waters fare "Several species of small furry animals..."
era in fondo un divertimento, per quanto realizzato con molto impegno
e spirito professionale, per Richard Wright invece la composizione ed
esecuzione di Sysyphus rappresentava realmente un tentativo di
cimentarsi con la musica "seria contemporanea". In seguito, senza
alcuna presunzione come sempre, avrebbe accettato il giudizio di quei
critici che gli rimproveravano di non avere abbastanza conoscenza
culturale e capacità tecnica per realizzare bene quel suo progetto.
Eppure, proprio nella ingenuità di fondo implicita in quelle sue
velleità di fare il "musicista colto-sperimentale", è la causa del
motivo del grande fascino che "l'imperfetto" Sysyphus esercitava
e *tuttora* esercita per alcuni eccentrici appassionati di musica
sperimentale come me. Perché vi sarà qualche imprecisione tecnica,
vi sarà un tema iniziale e finale magniloquente che ad alcuni pare
un po' retorico, la scrittura del brano non sarà rigorosamente ponderata
come vorrebbero i puristi della "vera" musica colta contemporanea,
ma NON c'è alcuna aridità in quel brano, che semmai comunica emozioni
certo più facilmente di tanta produzione di John Cage, ad esempio.

Ecco il grande merito di Richard Wright in particolare: avvicinarsi alle
espressioni della musica colta sperimentale MA con la capacità di
esprimere emozioni anche "immediate" della musica rock. Non è stato
lui l'unico dei Pink Floyd a cui si possa attribuire tale merito,
MA CERTAMENTE PIU' LUI DI ROGER WATERS E QUALUNQUE ALTRO
DEI PINK FLOYD; compreso Syd Barrett.

Richard Wright non era un virtuoso strumentale, però suonava molti
strumenti, anche se col gruppo quasi sempre si limitò ad organo,
pianoforte e tastiere varie. A tempo perso si dilettava col violoncello
e con la tromba (questa la si puo' sentire in "Biding my time", su
"Relics"), e nel gruppo precedente alla entrata di Syd Barrett e Bob
Close aveva suonato principalmente come secondo chitarrista
(alla chitarra solista allora c'era Roger Waters!).

Ma, soprattutto, Richard Wright, anche se i più manco se ne sono
accorti, ha re-inventato le sonorità ed espanso le funzioni del comune
organo elettronico. Non era certo capace di eseguire i funambolismi
tastieristici di Keith Emerson, ma lui, Wright, con la trovata di usare
spesso e volentieri ogni sorta di modulazione sul suo Farfisa, e di
agire spesso in tempo reale modificando tali modulazioni, dal vibrato
al tremolo, dal Leslie al wha-wha, e avvalendosi anche lui di camere eco
come l'Echorec Binson, in tal modo creava un nuovo mondo di suoni,
allargava le possibilità espressive dell'organo elettrico (e nel caso
del famoso "Ping!" di Echoes, anche del pianoforte...), in modi a volte
prima forse neppure immaginati: erano queste le più consistenti
fondamenta del suono ambientale, "spaziale", atmosferico dei Pink Floyd
precedenti "Animals". Disco a suo modo "coraggioso" e con molta energia,
ma che va verso una direzione poco consona ai gusti musicali di Wright.
E' da lì che inizia lo sgretolamento dei Pink Floyd. Con The Wall, poi,
Roger Waters accentrava sempre più la fonte compositiva e progettuale
del gruppo, che ormai assomigliava alla band di Waters più che al gruppo
di musicisti che sino almeno a Wish You Were Here avevano collaborato
anche nella composizione musicale e negli arrangiamenti, e in seguito a
note vicissitudine (note ora ma non all'epoca dell'uscita del disco...),
Waters in pratica impose a Wright di uscire dal gruppo, anche se
formalmente tale cosa rimase nascosta al pubblico sino a poco prima
dell'uscita di The Final Cut. Le motivazioni dell'uscita di Wright dal
gruppo sono un po' controverse; si è detto che Wright era poco
interessato a suonare nelle sessioni di registrazione di The Wall,
si è detto che aveva una sua personale crisi, anche artistica, si è
detto che si facesse di cocaina; ma qualcuno ha anche notato,
fra cui Bob Ezrin, che Waters in realtà era divenuto insofferente verso
Richard Wright: tale giudizio è stato dato anche da Peter Jenner.

Io, di mio, aggiungo che ormai con la svolta che Waters voleva imprimere
alla musica (dei Pink Floyd o solamente sua?), un tastierista non
particolarmente virtuoso ma creativo ed atmosferico, in realtà non gli
serviva; anzi, poteva persino essere poco compatibile con la svolta
musicale di Waters. A lui serviva semplicemente un bravo strumentista
*meramente esecutore*, che si limitasse a suonare bene melodie ed
armonie create unicamente da Sua Unicità Roger Waters: non era certo
cosa che potesse stimolare granché l'impegno di Richard Wright.

Che così rifiutò di ritornare dal mare greco nel settembre 1979 per
terminare le registrazioni di The Wall, e da lì la decisione di Waters
di costringere Wright ad uscire dal gruppo. Come sappiamo, rientrò poi
quando dopo "la guerra" fra Waters da una parte e Gilmour/Mason
dall'altra la spuntarono appunto Gilmour e Mason e resero proprio
il marchio "Pink Floyd", anche se ufficialmente Wright rientrò nel
gruppo nel 1992 (o forse sarebbe meglio dire "nella società Pink
Floyd"). Però Waters accettò che Wright suonasse coi Pink Floyd per
il tour di The Wall, legalmente come sessionman, ma di cio' fuori
dalla stretta cerchia del gruppo e dei gruppo dirigenti della EMI
e della Columbia, nessuno sapeva nulla, tutti pensavano che fosse
ancora un "regolare membro del gruppo". Una cosa "oscura" della
storia del gruppo ma solo sino all'uscita di The Final Cut.

C'è qualcosa di "oscuro" che è rimasto tale praticamente sino ad
oggi, invece, ad esempio circa le circostanze dell'uscita di Syd Barrett
dai Pink Floyd e delle scelte operate da Peter Jenner. E' stato proprio
lo stesso Richard Wrigth a dire qualcosa al riguardo che non figura
su nessun libro, che io sappia. Se Wright non ha detto una balla,
vi è una sua dichiarazione in cui lui asserisce che in realtà Peter
Jenner parlò personalmente con lui, nel periodo in cui si stava per
verificare la scissione fra Syd Barrett e i Pink Floyd; in realtà Jenner
era abbastanza preoccupato per la instabilità di Syd Barrett, e pensava
che sarebbe stato più facile continuare a far suonare e comporre
Barrett se accanto a lui ci fosse stato quello che degli altri Pink
Floyd gli era sempre stato più vicino e comprensivo, appunto
Richard Wright. In effetti erano stati Waters e Mason principalmente
a decidere di sostituire Syd Barrett almeno sul palco, sebbene poi
Wright si fosse adeguato alla loro decisione, pragmaticamente.
Perciò Peter Jenner (secondo Wright) gli avrebbe chiesto esplicitamente
se accettava di lasciare anche lui Waters, Mason e il nuovo arrivato
David Gilmour per unirsi a Syd Barrett e suonare con lui, magari anche
contribuire alle composizioni di nuovo materiale musicale.

Wright più o meno ha detto che se avesse pensato di riuscire a farcela,
da solo con Syd Barrett, avrebbe sicuramente accettato tale proposta
di Peter Jenner (di cui il resto del gruppo per molto tempo non seppe
nulla... come tuttora la maggior parte di coloro che pure da molti anni
seguono le vicende del gruppo). Ma non credeva proprio di riuscire a
farcela, visti anche i recenti precedenti soprattutto quando Barrett
doveva salire sul palcoscenico. Perciò decise di rifiutare la proposta
di Peter Jenner e rimase con Waters, Mason e Gilmour; oltretutto nel
nuovo album a cui stavano lavorando allora, A Saucerful Of Secrets,
Richard Wright aveva abbastanza spazio anche come compositore ed
era interessato al proseguimento della ricerca musicale che in quel
momento ormai interessava molto più Waters, Mason e naturalmente
lo stesso Richard Wright che non Syd Barrett (Gilmour invece all'inizio
era abbastanza spaesato, soprattutto nel pezzo title-track dell'album:
fondamentalmente non era mai stato un "avanguardista", anche se poi
si adeguò rapidamente alla direzione sperimentale assunta in quel
periodo dal gruppo).

Va', mi hai fatto scrivere qualcosa che era "riservato" alla sesta
parte, sinora mai scritta, de "Lo stilema errante" e non so se la
scriverò, quindi declino le richieste di Lorenzo-Huyg su tale questione;
quella più riservata che invece mi ha posto lo stesso in una mail a me
indirizzata non l'ho declinata, solo che non trovo più un disco che era
il primo che volevo consigliargli: Lorenzo, si tratta di Erik Satie,
comprende le Trois Gymnopedies, le Six Gnosseries, i Cinq Nocturnes,
le Trois Morceaux En Forme De Poire, La Belle Excentrique e altri
brevi pezzi, ma non mi ricordo l'edizione, il pianista e sto ancora
cercando quel belin di disco, che pure da qualche parte in casa dovrei
avere (il problema è che ho dischi sparsi in almeno quattro stanze
della casa...). Abbi un po' di pazienza oppure se non ne hai te ne
consiglio qualcun altro. Scusate se esco completamente fuori Topic...
Post by Dario D.
proprio oggi. d'improvviso
riuscivo, finora, ancora ad ascoltare pezzi in cui - a dispetto della
scura signora con la falce - s'intravede vivido lo sguardo e ardente
l'anima di barrett
probabilmente d'ora in poi sara' (molto) diverso
oggi non e' scomparsa una persona
oggi e' morto - davvero - il SOUND FLOYDIANO
Valerio HT:
E' scomparsa la persona fisica di Richard Wright, e sicuramente non può
più esistere il "Sound Floydiano", neppure se per azzardatissima ipotesi
gli altri rimasti, Waters compreso, riprendessero a lavorare insieme a
nuovi progetti musicali. Semplicemente, l'apporto musicale di Wright
era gran parte del DNA del Sound Floydiano. Persino nei pezzi non
composti da lui. Waters continui pure a pensare che "il più Pink Floyd
di tutti" sia stato lui. Per me ed altri che abbiamo seguito "in real
time" quel periodo sperimentale-pionieristico dei Pink Floyd (capisco
che siamo pochi in confronto alle moltitudini dei fans che conobbero
la musica dei Pink Floyd anni dopo di noi, dal 1973 in poi...), quello
che ha più incarnato quello che, almeno nella nostra mente, era
lo spirito musicale dei Pink Floyd, è proprio Richard Wright.

Avrei voluto esprimere meglio l'operato di Richard Wright,
la sua fondamentale importanza nella storia dei Pink Floyd.
Ma anch'io sono tuttora molto turbato da questo mattone, anzi da questo
intero Wall caduto addosso a chi ha amato profondamente quella musica
e ognuno a suo modo ha voluto bene a Richard Wright, il creativo, il
musicista "rock" affascinato da jazz e musica colta, il background
armonico del gruppo, il sognatore, il cercatore di atmosfere,
l'uomo dal fragile carattere, l'anti-rock star, quello che, dopo
Barrett, ha vissuto la musica soprattutto come espressione d'arte
e non principalmente come lavoro (come tante volte ha invece detto
Roger Waters). ZioArturone una volta ha detto "non c'è dubbio,
è Wright il vero musicista del gruppo" (pur essendo ZioArturone un
chitarrista e non un tastierista). Bene, non sarà stato Wright il solo
musicista del gruppo, ma il *più* musicista del gruppo, io lo credo.

Addio mio caro Richard Wright, ti ho voluto bene e te ne voglio adesso.
Un milione di grazie per quello che mi hai dato. E che hai dato a tanti
altri. Avresti meritato di aver avuto almeno il tempo per realizzare
quel tuo nuovo disco solista, ma neanche questo ti è stato concesso.
E allora almeno faremo quello che potremo affinché tu non venga
presto dimenticato, anzi si parli di te anche nei libri di musica (o
loro "media" sostitutivi) che usciranno fra 50 anni e più.

Che universo indifferente.
Addio ancora, Richard.
--
******************************
* IN MEMORIA DI RICHARD WRIGTH
******************************
Valerio HT
2008-09-16 05:34:25 UTC
Permalink
Post by Dario D.
come ho gia' avuto modo di scrivere, forse d'impulso, tutto
m'aspettavo fuorche' la morte di wright
per arcane ed inspiegabili ragioni, non sono mai stato in grado di
figurarmela
Valerio HT:
Io invece temevo che Richard Wright potesse gravemente ammalarsi,
e non per arcane ragioni, e dentro me pregavo perché ciò non succedesse;
ma non mi aspettavo la notizia della sua morte arrivata così
d'improvviso, senza il minimo segno anticipatore. Mi pare che le sue
ultime dichiarazioni (come di consueto dopo il 2 luglio 2005)
riguardassero la solita questione di una possibile riunione con Waters,
e che lui abbia detto perché a suo avviso la cosa non era fattibile;
mi pare che risalgano a pochi mesi or sono, parlava del suo progetto
di fare un album usando principalmente il pianoforte invece delle
tastiere elettroniche, e non vi era il minimo accenno a suoi problemi
di salute. Probabilmente non si era ancora manifestata la malattia, e
diceva che sperava di poter far uscire il suo nuovo album solista per
il 2009. Al momento si sa che è morto di cancro ma non in quale organo
del corpo si sia originato. I miei timori sul fatto che Wright potesse
ammalarsi di cancro erano originati principalmente sull'osservazione che
sin da giovane è sempre stato un forte fumatore. Anche gli altri erano
tutti fumatori, ma meno assidui di Rick. Ancora non so quanto questo
abbia a che fare con la sua morte, posso solamente supporlo.
Anche quando è morto Syd Barrett si è parlato di cancro, ma c'è voluto
un po' prima di sapere che si trattava del carcinoma del pancreas, uno
dei più letali in assoluto (e quello c'entra ben poco col fumo, tra
l'altro). Ma, alla fine, il fatto che uno si trovi o no queste terribili
malattie, e anche quando ci si trovi, dipende anche da cause
imponderabili. Chi poteva supporre che Frank Zappa si sarebbe trovato
con un cancro alla prostata prima ancora di compiere 50 anni, e che poi
ne sarebbe rimasto ucciso?

Per cui, poteva anche succedere che Richard Wright raggiungesse e
superasse i 70 anni ancora suonando, come aveva immaginato nel 1987
e detto in una famosa intervista; forse non coi Pink Floyd, visto che
molti anni dopo Waters, anche Gilmour si ritrovava a non voler suonare
più col gruppo e "come Pink Floyd", e tantomeno con Roger Waters.
Post by Dario D.
e syd (in fondo) era, se non deceduto, da (parecchio) tempo altrove e
la sua, di morte, ha piu' rattristato che sorpreso
ora richard
io che, musicalmente ed onestamente, sono 'nato' grazie ai cristalli
di boemia di syocd
banale, e molto insensato, ribadire che tutti - prima o poi - ci si
debba assentare da questo mondo
e che fosse stato il turno di waters, ci stava (non gli si concede 10
cents a vederlo ciondolare)
che un 'qualcosa' spegnesse l'esistenza di gilmour, in fondo, ci stava
- e ci sta
ma rick no. con lui, dopo syd, i floyd ora son davvero morti
Valerio HT:
E' vero che i Pink Floyd non esistano più, ora. A qualsiasi effetto,
tranne che nei nostri ricordi. Da anni Gilmour ribadiva che ormai il
gruppo era solamente "virtuale", una società di persone che avevano
lavorato insieme a progetti musicali, ma senza un reale futuro come
gruppo che lavori ad altri progetti. Ma ora i Pink Floyd non esistono
più neppure come "entità virtuale". Certo, anche quando fu avviata
la lavorazione di A Momentary Lapse Of Reason i "Pink Floyd" erano
solamente Gilmour e Mason (e le musiche dell'album erano quasi tutta
opera di Gilmour); ma era un altro momento e un'altra situazione;
all'epoca era importante (soprattutto per Gilmour) poter fare la sua
musica ma col marchio e il grandioso show dei Pink Floyd. Ma da anni
Gilmour aveva cambiato idea, e non è questo il thread dove discutere
nei dettagli i perché di quel cambiamento.

Comunque, chi poteva immaginare che due anni dopo il tour di
On An Island in cui era presente Wright accanto a Gilmour, e circa
in quello stesso periodo moriva Syd Barrett, sarebbe morto un altro
membro dei Pink Floyd? E chi poteva immaginare che sarebbe stato
Wright? Ma neppure c'era fondato motivo di pensare che prima di
lui potesse decedere un altro del gruppo o Waters. Semplicemente,
non era cosa ponderabile. Ora metà della formazione originaria
dei Pink Floyd se ne è andata via da questo mondo: per la precisione,
la sezione solista, melodica ed armonica, visto che Waters e Mason
erano la sezione ritmica, ergo proprio i due, Barrett e Wright, maggiori
contributori del primo "Pink Floyd sound", quello documentato
da Peter Whitehead in "Tonight Let's Make Love In London".

Ma Wright era anche stato elemento importantissimo del secondo
"Pink Floyd sound" e comunque fondamentale sino a Wish You Were Here
compreso, pensa ancora all'inizio di Shine On You Crazy Diamond...

E' vero quello che in questo thread qualcuno ha detto, cioè che
l'apporto di Wright per la musica dei Pink Floyd sia stato decisamente
sottovalutato. Io questo lo dico da anni.
Post by Dario D.
la fiaba, come dice stanz, e' davvero finita
nel senso che ti riesce difficile (ri)ascoltare il farfisa di wright
senza fare a meno di ricordare a te stesso che quel fenomenale
tastierista (e m'auguro che valerio e paolo gli sappiano fare onore
meglio e piu' di me) e' morto.
Valerio HT:
Vorrei farlo. Perché a differenza di chi ha conosciuto i Pink Floyd
dalla metà degli anni '70 in poi, per me come per altri di coloro che
li avevano conosciuti all'epoca in cui uscivano i loro primi album,
Richard Wright era un musicista assolutamente fondamentale per
la musica del gruppo, anzi per parecchi di noi era il nostro "Pink
Floyd" preferito.
Per me lo è stato sin da quando ascoltavo le divagazioni semi-atonali
di Wright col wha-wha collegato al Farfisa in Set The Controls For The
Heart Of The Sun, e col vibrafono (anche quello suonato da lui) in
sovvraincisione in background. Dopo l'uscita di Syd Barrett dal gruppo,
per qualche tempo proprio Richard Wright più di chiunque altro era
quello che creava il caratteristico "Pink Floyd sound", le atmosfere dei
Pink Floyd "psichedelici" ma in realtà molto ambientali, spesso
surreali, onirici, "misteriosi": tutte cose alle quali Roger Waters
decise di dare un taglio abbastanza netto, quando per lui i testi
assunsero un'importanza assai maggiore e da anni si era stufato delle
sperimentazioni.

Benchè anche Richard Wright non sia più ritornato "alle origini", è di
sicuro, insieme a Nick Mason, quello che ha meno rinnegato quelle
origini. Quando, abbastanza recentemente, si era trovato di nuovo dopo
decenni davanti allo stesso organo liturgico (comunemente detto "a
canne") utilizzato per la parte finale di A Saucerful Of Secrets nel
album omonimo (il mio primo album dei Pink Floyd, nel senso cronologico,
perlomeno il primo ascoltato per intero e avuto per regalo), ebbene,
gli è venuto voglia di rimettersi a suonare il famoso motivo conduttore
di Celestial Voices a quell'organo che era appunto stato usato nella
primavera del 1968 per la registrazione in A Saucerful Of Secrets.
Se per assai improbabile voglia Gilmour avesse detto di fare
A Saucerful Of Secrets in concerto, credo che Wright non avrebbe
avuto obiezioni (nemmeno Mason se non da un punto di vista tecnico...
è divenuto lento, non si è tenuto in forma ne' esercitato e forse
avrebbe avuto problemi a fare "on stage" il loop di batteria di cui
faceva sfoggio ad esempio in "Pink Floyd live at Pompeii").

Il sogno di Richard Wright, è noto, era quello di poter divenire un
compositore / suonatore di musica "seria". E' stato Wright a insistere
per fare il secondo disco di Ummagumma in studio con composizioni
proprie (che in buona parte costituiscono quanto di più sperimentale
abbiano fatto i Pink Floyd; che poi piacciano o meno, che convincano
o no, è un'altra questione). Ci ha dovuto rinunciare, dopo quel periodo
sperimentale abbastanza breve. Ma non si è mai staccato completamente
dal mondo della musica "seria", se in questi anni ha seguito un
seminario su Stockhausen, forse il suo primo punto di riferimento per
le sue passate velleità di compositore "d'avanguardia". Waters invece,
sempre in tempi abbastanza recenti, aveva espresso grande disprezzo
per la musica di Stockhausen (definita da lui "quella merda") e degli
altri compositori "colti contemporanei". Per Waters la musica
sperimentale in fondo era una specie di gioco, lui vi si è dedicato con
impegno ma abbastanza presto si è annoiato, anche perché quello che
potevano tirar fuori di sperimentale i Pink Floyd l'hanno fatto nel giro
di pochi anni: dopo, probabilmente, non avrebbero potuto far molto
di più che ripetersi seppure con alcune variazioni. Anche da lì nasce
l'esigenza di riavvicinarsi alla musica "pop" o rock propriamente detta,
con la vera missione-mania dei Pink Floyd: il perfezionismo, il voler
avere "il controllo totale del suono". Per fortuna che almeno sino al
1970-inizio 1971, non erano ancora stati così affetti da quella
patologia. Che peraltro sarebbe divenuta una delle motivazioni del
loro successivo enorme successo popolare.

Però, se per Waters fare "Several species of small furry animals..."
era in fondo un divertimento, per quanto realizzato con molto impegno
e spirito professionale, per Richard Wright invece la composizione ed
esecuzione di Sysyphus rappresentava realmente un tentativo di
cimentarsi con la musica "seria contemporanea". In seguito, senza
alcuna presunzione come sempre, avrebbe accettato il giudizio di quei
critici che gli rimproveravano di non avere abbastanza conoscenza
culturale e capacità tecnica per realizzare bene quel suo progetto.
Eppure, proprio nella ingenuità di fondo implicita in quelle sue
velleità di fare il "musicista colto-sperimentale", è la causa del
motivo del grande fascino che "l'imperfetto" Sysyphus esercitava
e *tuttora* esercita per alcuni eccentrici appassionati di musica
sperimentale come me. Perché vi sarà qualche imprecisione tecnica,
vi sarà un tema iniziale e finale magniloquente che ad alcuni pare
un po' retorico, la scrittura del brano non sarà rigorosamente ponderata
come vorrebbero i puristi della "vera" musica colta contemporanea,
ma NON c'è alcuna aridità in quel brano, che semmai comunica emozioni
certo più facilmente di tanta produzione di John Cage, ad esempio.

Ecco il grande merito di Richard Wright in particolare: avvicinarsi alle
espressioni della musica colta sperimentale MA con la capacità di
esprimere emozioni anche "immediate" della musica rock. Non è stato
lui l'unico dei Pink Floyd a cui si possa attribuire tale merito,
MA CERTAMENTE PIU' LUI DI ROGER WATERS E QUALUNQUE ALTRO
DEI PINK FLOYD; compreso Syd Barrett.

Richard Wright non era un virtuoso strumentale, però suonava molti
strumenti, anche se col gruppo quasi sempre si limitò ad organo,
pianoforte e tastiere varie. A tempo perso si dilettava col violoncello
e con la tromba (questa la si puo' sentire in "Biding my time", su
"Relics"), e nel gruppo precedente alla entrata di Syd Barrett e Bob
Close aveva suonato principalmente come secondo chitarrista
(alla chitarra solista allora c'era Roger Waters!).

Ma, soprattutto, Richard Wright, anche se i più manco se ne sono
accorti, ha re-inventato le sonorità ed espanso le funzioni del comune
organo elettronico. Non era certo capace di eseguire i funambolismi
tastieristici di Keith Emerson, ma lui, Wright, con la trovata di usare
spesso e volentieri ogni sorta di modulazione sul suo Farfisa, e di
agire spesso in tempo reale modificando tali modulazioni, dal vibrato
al tremolo, dal Leslie al wha-wha, e avvalendosi anche lui di camere eco
come l'Echorec Binson, in tal modo creava un nuovo mondo di suoni,
allargava le possibilità espressive dell'organo elettrico (e nel caso
del famoso "Ping!" di Echoes, anche del pianoforte...), in modi a volte
prima forse neppure immaginati: erano queste le più consistenti
fondamenta del suono ambientale, "spaziale", atmosferico dei Pink Floyd
precedenti "Animals". Disco a suo modo "coraggioso" e con molta energia,
ma che va verso una direzione poco consona ai gusti musicali di Wright.
E' da lì che inizia lo sgretolamento dei Pink Floyd. Con The Wall, poi,
Roger Waters accentrava sempre più la fonte compositiva e progettuale
del gruppo, che ormai assomigliava alla band di Waters più che al gruppo
di musicisti che sino almeno a Wish You Were Here avevano collaborato
anche nella composizione musicale e negli arrangiamenti, e in seguito a
note vicissitudine (note ora ma non all'epoca dell'uscita del disco...),
Waters in pratica impose a Wright di uscire dal gruppo, anche se
formalmente tale cosa rimase nascosta al pubblico sino a poco prima
dell'uscita di The Final Cut. Le motivazioni dell'uscita di Wright dal
gruppo sono un po' controverse; si è detto che Wright era poco
interessato a suonare nelle sessioni di registrazione di The Wall,
si è detto che aveva una sua personale crisi, anche artistica, si è
detto che si facesse di cocaina; ma qualcuno ha anche notato,
fra cui Bob Ezrin, che Waters in realtà era divenuto insofferente verso
Richard Wright: tale giudizio è stato dato anche da Peter Jenner.

Io, di mio, aggiungo che ormai con la svolta che Waters voleva imprimere
alla musica (dei Pink Floyd o solamente sua?), un tastierista non
particolarmente virtuoso ma creativo ed atmosferico, in realtà non gli
serviva; anzi, poteva persino essere poco compatibile con la svolta
musicale di Waters. A lui serviva semplicemente un bravo strumentista
*meramente esecutore*, che si limitasse a suonare bene melodie ed
armonie create unicamente da Sua Unicità Roger Waters: non era certo
cosa che potesse stimolare granché l'impegno di Richard Wright.

Che così rifiutò di ritornare dal mare greco nel settembre 1979 per
terminare le registrazioni di The Wall, e da lì la decisione di Waters
di costringere Wright ad uscire dal gruppo. Come sappiamo, rientrò poi
quando dopo "la guerra" fra Waters da una parte e Gilmour/Mason
dall'altra la spuntarono appunto Gilmour e Mason e resero proprio
il marchio "Pink Floyd", anche se ufficialmente Wright rientrò nel
gruppo nel 1992 (o forse sarebbe meglio dire "nella società Pink
Floyd"). Però Waters accettò che Wright suonasse coi Pink Floyd per
il tour di The Wall, legalmente come sessionman, ma di cio' fuori
dalla stretta cerchia del gruppo e dei gruppo dirigenti della EMI
e della Columbia, nessuno sapeva nulla, tutti pensavano che fosse
ancora un "regolare membro del gruppo". Una cosa "oscura" della
storia del gruppo ma solo sino all'uscita di The Final Cut.

C'è qualcosa di "oscuro" che è rimasto tale praticamente sino ad
oggi, invece, ad esempio circa le circostanze dell'uscita di Syd Barrett
dai Pink Floyd e delle scelte operate da Peter Jenner. E' stato proprio
lo stesso Richard Wrigth a dire qualcosa al riguardo che non figura
su nessun libro, che io sappia. Se Wright non ha detto una balla,
vi è una sua dichiarazione in cui lui asserisce che in realtà Peter
Jenner parlò personalmente con lui, nel periodo in cui si stava per
verificare la scissione fra Syd Barrett e i Pink Floyd; in realtà Jenner
era abbastanza preoccupato per la instabilità di Syd Barrett, e pensava
che sarebbe stato più facile continuare a far suonare e comporre
Barrett se accanto a lui ci fosse stato quello che degli altri Pink
Floyd gli era sempre stato più vicino e comprensivo, appunto
Richard Wright. In effetti erano stati Waters e Mason principalmente
a decidere di sostituire Syd Barrett almeno sul palco, sebbene poi
Wright si fosse adeguato alla loro decisione, pragmaticamente.
Perciò Peter Jenner (secondo Wright) gli avrebbe chiesto esplicitamente
se accettava di lasciare anche lui Waters, Mason e il nuovo arrivato
David Gilmour per unirsi a Syd Barrett e suonare con lui, magari anche
contribuire alle composizioni di nuovo materiale musicale.

Wright più o meno ha detto che se avesse pensato di riuscire a farcela,
da solo con Syd Barrett, avrebbe sicuramente accettato tale proposta
di Peter Jenner (di cui il resto del gruppo per molto tempo non seppe
nulla... come tuttora la maggior parte di coloro che pure da molti anni
seguono le vicende del gruppo). Ma non credeva proprio di riuscire a
farcela, visti anche i recenti precedenti soprattutto quando Barrett
doveva salire sul palcoscenico. Perciò decise di rifiutare la proposta
di Peter Jenner e rimase con Waters, Mason e Gilmour; oltretutto nel
nuovo album a cui stavano lavorando allora, A Saucerful Of Secrets,
Richard Wright aveva abbastanza spazio anche come compositore ed
era interessato al proseguimento della ricerca musicale che in quel
momento ormai interessava molto più Waters, Mason e naturalmente
lo stesso Richard Wright che non Syd Barrett (Gilmour invece all'inizio
era abbastanza spaesato, soprattutto nel pezzo title-track dell'album:
fondamentalmente non era mai stato un "avanguardista", anche se poi
si adeguò rapidamente alla direzione sperimentale assunta in quel
periodo dal gruppo).

Va', mi hai fatto scrivere qualcosa che era "riservato" alla sesta
parte, sinora mai scritta, de "Lo stilema errante" e non so se la
scriverò, quindi declino le richieste di Lorenzo-Huyg su tale questione;
quella più riservata che invece mi ha posto lo stesso in una mail a me
indirizzata non l'ho declinata, solo che non trovo più un disco che era
il primo che volevo consigliargli: Lorenzo, si tratta di Erik Satie,
comprende le Trois Gymnopedies, le Six Gnosseries, i Cinq Nocturnes,
le Trois Morceaux En Forme De Poire, La Belle Excentrique e altri
brevi pezzi, ma non mi ricordo l'edizione, il pianista e sto ancora
cercando quel belin di disco, che pure da qualche parte in casa dovrei
avere (il problema è che ho dischi sparsi in almeno quattro stanze
della casa...). Abbi un po' di pazienza oppure se non ne hai te ne
consiglio qualcun altro. Scusate se esco completamente fuori Topic...
Post by Dario D.
proprio oggi. d'improvviso
riuscivo, finora, ancora ad ascoltare pezzi in cui - a dispetto della
scura signora con la falce - s'intravede vivido lo sguardo e ardente
l'anima di barrett
probabilmente d'ora in poi sara' (molto) diverso
oggi non e' scomparsa una persona
oggi e' morto - davvero - il SOUND FLOYDIANO
Valerio HT:
E' scomparsa la persona fisica di Richard Wright, e sicuramente non può
più esistere il "Sound Floydiano", neppure se per azzardatissima ipotesi
gli altri rimasti, Waters compreso, riprendessero a lavorare insieme a
nuovi progetti musicali. Semplicemente, l'apporto musicale di Wright
era gran parte del DNA del Sound Floydiano. Persino nei pezzi non
composti da lui. Waters continui pure a pensare che "il più Pink Floyd
di tutti" sia stato lui. Per me ed altri che abbiamo seguito "in real
time" quel periodo sperimentale-pionieristico dei Pink Floyd (capisco
che siamo pochi in confronto alle moltitudini dei fans che conobbero
la musica dei Pink Floyd anni dopo di noi, dal 1973 in poi...), quello
che ha più incarnato quello che, almeno nella nostra mente, era
lo spirito musicale dei Pink Floyd, è proprio Richard Wright.

Avrei voluto esprimere meglio l'operato di Richard Wright,
la sua fondamentale importanza nella storia dei Pink Floyd.
Ma anch'io sono tuttora molto turbato da questo mattone, anzi da questo
intero Wall caduto addosso a chi ha amato profondamente quella musica
e ognuno a suo modo ha voluto bene a Richard Wright, il creativo, il
musicista "rock" affascinato da jazz e musica colta, il background
armonico del gruppo, il sognatore, il cercatore di atmosfere,
l'uomo dal fragile carattere, l'anti-rock star, quello che, dopo
Barrett, ha vissuto la musica soprattutto come espressione d'arte
e non principalmente come lavoro (come tante volte ha invece detto
Roger Waters). ZioArturone una volta ha detto "non c'è dubbio,
è Wright il vero musicista del gruppo" (pur essendo ZioArturone un
chitarrista e non un tastierista). Bene, non sarà stato Wright il solo
musicista del gruppo, ma il *più* musicista del gruppo, io lo credo.

Addio mio caro Richard Wright, ti ho voluto bene e te ne voglio adesso.
Un milione di grazie per quello che mi hai dato. E che hai dato a tanti
altri. Avresti meritato di aver avuto almeno il tempo per realizzare
quel tuo nuovo disco solista, ma neanche questo ti è stato concesso.
E allora almeno faremo quello che potremo affinché tu non venga
presto dimenticato, anzi si parli di te anche nei libri di musica (o
loro "media" sostitutivi) che usciranno fra 50 anni e più.

Che universo indifferente.
Addio ancora, Richard.
--
******************************
* IN MEMORIA DI RICHARD WRIGTH
******************************
Valerio HT
2008-09-16 05:38:19 UTC
Permalink
Post by Dario D.
come ho gia' avuto modo di scrivere, forse d'impulso, tutto
m'aspettavo fuorche' la morte di wright
per arcane ed inspiegabili ragioni, non sono mai stato in grado di
figurarmela
Valerio HT:
Io invece temevo che Richard Wright potesse gravemente ammalarsi,
e non per arcane ragioni, e dentro me pregavo perché ciò non succedesse;
ma non mi aspettavo la notizia della sua morte arrivata così
d'improvviso, senza il minimo segno anticipatore. Mi pare che le sue
ultime dichiarazioni (come di consueto dopo il 2 luglio 2005)
riguardassero la solita questione di una possibile riunione con Waters,
e che lui abbia detto perché a suo avviso la cosa non era fattibile;
mi pare che risalgano a pochi mesi or sono, parlava del suo progetto
di fare un album usando principalmente il pianoforte invece delle
tastiere elettroniche, e non vi era il minimo accenno a suoi problemi
di salute. Probabilmente non si era ancora manifestata la malattia, e
diceva che sperava di poter far uscire il suo nuovo album solista per
il 2009. Al momento si sa che è morto di cancro ma non in quale organo
del corpo si sia originato. I miei timori sul fatto che Wright potesse
ammalarsi di cancro erano originati principalmente sull'osservazione che
sin da giovane è sempre stato un forte fumatore. Anche gli altri erano
tutti fumatori, ma meno assidui di Rick. Ancora non so quanto questo
abbia a che fare con la sua morte, posso solamente supporlo.
Anche quando è morto Syd Barrett si è parlato di cancro, ma c'è voluto
un po' prima di sapere che si trattava del carcinoma del pancreas, uno
dei più letali in assoluto (e quello c'entra ben poco col fumo, tra
l'altro). Ma, alla fine, il fatto che uno si trovi o no queste terribili
malattie, e anche quando ci si trovi, dipende anche da cause
imponderabili. Chi poteva supporre che Frank Zappa si sarebbe trovato
con un cancro alla prostata prima ancora di compiere 50 anni, e che poi
ne sarebbe rimasto ucciso?

Per cui, poteva anche succedere che Richard Wright raggiungesse e
superasse i 70 anni ancora suonando, come aveva immaginato nel 1987
e detto in una famosa intervista; forse non coi Pink Floyd, visto che
molti anni dopo Waters, anche Gilmour si ritrovava a non voler suonare
più col gruppo e "come Pink Floyd", e tantomeno con Roger Waters.
Post by Dario D.
e syd (in fondo) era, se non deceduto, da (parecchio) tempo altrove e
la sua, di morte, ha piu' rattristato che sorpreso
ora richard
io che, musicalmente ed onestamente, sono 'nato' grazie ai cristalli
di boemia di syocd
banale, e molto insensato, ribadire che tutti - prima o poi - ci si
debba assentare da questo mondo
e che fosse stato il turno di waters, ci stava (non gli si concede 10
cents a vederlo ciondolare)
che un 'qualcosa' spegnesse l'esistenza di gilmour, in fondo, ci stava
- e ci sta
ma rick no. con lui, dopo syd, i floyd ora son davvero morti
Valerio HT:
E' vero che i Pink Floyd non esistano più, ora. A qualsiasi effetto,
tranne che nei nostri ricordi. Da anni Gilmour ribadiva che ormai il
gruppo era solamente "virtuale", una società di persone che avevano
lavorato insieme a progetti musicali, ma senza un reale futuro come
gruppo che lavori ad altri progetti. Ma ora i Pink Floyd non esistono
più neppure come "entità virtuale". Certo, anche quando fu avviata
la lavorazione di A Momentary Lapse Of Reason i "Pink Floyd" erano
solamente Gilmour e Mason (e le musiche dell'album erano quasi tutta
opera di Gilmour); ma era un altro momento e un'altra situazione;
all'epoca era importante (soprattutto per Gilmour) poter fare la sua
musica ma col marchio e il grandioso show dei Pink Floyd. Ma da anni
Gilmour aveva cambiato idea, e non è questo il thread dove discutere
nei dettagli i perché di quel cambiamento.

Comunque, chi poteva immaginare che due anni dopo il tour di
On An Island in cui era presente Wright accanto a Gilmour, e circa
in quello stesso periodo moriva Syd Barrett, sarebbe morto un altro
membro dei Pink Floyd? E chi poteva immaginare che sarebbe stato
Wright? Ma neppure c'era fondato motivo di pensare che prima di
lui potesse decedere un altro del gruppo o Waters. Semplicemente,
non era cosa ponderabile. Ora metà della formazione originaria
dei Pink Floyd se ne è andata via da questo mondo: per la precisione,
la sezione solista, melodica ed armonica, visto che Waters e Mason
erano la sezione ritmica, ergo proprio i due, Barrett e Wright, maggiori
contributori del primo "Pink Floyd sound", quello documentato
da Peter Whitehead in "Tonight Let's Make Love In London".

Ma Wright era anche stato elemento importantissimo del secondo
"Pink Floyd sound" e comunque fondamentale sino a Wish You Were Here
compreso, pensa ancora all'inizio di Shine On You Crazy Diamond...

E' vero quello che in questo thread qualcuno ha detto, cioè che
l'apporto di Wright per la musica dei Pink Floyd sia stato decisamente
sottovalutato. Io questo lo dico da anni.
Post by Dario D.
la fiaba, come dice stanz, e' davvero finita
nel senso che ti riesce difficile (ri)ascoltare il farfisa di wright
senza fare a meno di ricordare a te stesso che quel fenomenale
tastierista (e m'auguro che valerio e paolo gli sappiano fare onore
meglio e piu' di me) e' morto.
Valerio HT:
Vorrei farlo. Perché a differenza di chi ha conosciuto i Pink Floyd
dalla metà degli anni '70 in poi, per me come per altri di coloro che
li avevano conosciuti all'epoca in cui uscivano i loro primi album,
Richard Wright era un musicista assolutamente fondamentale per
la musica del gruppo, anzi per parecchi di noi era il nostro "Pink
Floyd" preferito.
Per me lo è stato sin da quando ascoltavo le divagazioni semi-atonali
di Wright col wha-wha collegato al Farfisa in Set The Controls For The
Heart Of The Sun, e col vibrafono (anche quello suonato da lui) in
sovvraincisione in background. Dopo l'uscita di Syd Barrett dal gruppo,
per qualche tempo proprio Richard Wright più di chiunque altro era
quello che creava il caratteristico "Pink Floyd sound", le atmosfere dei
Pink Floyd "psichedelici" ma in realtà molto ambientali, spesso
surreali, onirici, "misteriosi": tutte cose alle quali Roger Waters
decise di dare un taglio abbastanza netto, quando per lui i testi
assunsero un'importanza assai maggiore e da anni si era stufato delle
sperimentazioni.

Benchè anche Richard Wright non sia più ritornato "alle origini", è di
sicuro, insieme a Nick Mason, quello che ha meno rinnegato quelle
origini. Quando, abbastanza recentemente, si era trovato di nuovo dopo
decenni davanti allo stesso organo liturgico (comunemente detto "a
canne") utilizzato per la parte finale di A Saucerful Of Secrets nel
album omonimo (il mio primo album dei Pink Floyd, nel senso cronologico,
perlomeno il primo ascoltato per intero e avuto per regalo), ebbene,
gli è venuto voglia di rimettersi a suonare il famoso motivo conduttore
di Celestial Voices a quell'organo che era appunto stato usato nella
primavera del 1968 per la registrazione in A Saucerful Of Secrets.
Se per assai improbabile voglia Gilmour avesse detto di fare
A Saucerful Of Secrets in concerto, credo che Wright non avrebbe
avuto obiezioni (nemmeno Mason se non da un punto di vista tecnico...
è divenuto lento, non si è tenuto in forma ne' esercitato e forse
avrebbe avuto problemi a fare "on stage" il loop di batteria di cui
faceva sfoggio ad esempio in "Pink Floyd live at Pompeii").

Il sogno di Richard Wright, è noto, era quello di poter divenire un
compositore / suonatore di musica "seria". E' stato Wright a insistere
per fare il secondo disco di Ummagumma in studio con composizioni
proprie (che in buona parte costituiscono quanto di più sperimentale
abbiano fatto i Pink Floyd; che poi piacciano o meno, che convincano
o no, è un'altra questione). Ci ha dovuto rinunciare, dopo quel periodo
sperimentale abbastanza breve. Ma non si è mai staccato completamente
dal mondo della musica "seria", se in questi anni ha seguito un
seminario su Stockhausen, forse il suo primo punto di riferimento per
le sue passate velleità di compositore "d'avanguardia". Waters invece,
sempre in tempi abbastanza recenti, aveva espresso grande disprezzo
per la musica di Stockhausen (definita da lui "quella merda") e degli
altri compositori "colti contemporanei". Per Waters la musica
sperimentale in fondo era una specie di gioco, lui vi si è dedicato con
impegno ma abbastanza presto si è annoiato, anche perché quello che
potevano tirar fuori di sperimentale i Pink Floyd l'hanno fatto nel giro
di pochi anni: dopo, probabilmente, non avrebbero potuto far molto
di più che ripetersi seppure con alcune variazioni. Anche da lì nasce
l'esigenza di riavvicinarsi alla musica "pop" o rock propriamente detta,
con la vera missione-mania dei Pink Floyd: il perfezionismo, il voler
avere "il controllo totale del suono". Per fortuna che almeno sino al
1970-inizio 1971, non erano ancora stati così affetti da quella
patologia. Che peraltro sarebbe divenuta una delle motivazioni del
loro successivo enorme successo popolare.

Però, se per Waters fare "Several species of small furry animals..."
era in fondo un divertimento, per quanto realizzato con molto impegno
e spirito professionale, per Richard Wright invece la composizione ed
esecuzione di Sysyphus rappresentava realmente un tentativo di
cimentarsi con la musica "seria contemporanea". In seguito, senza
alcuna presunzione come sempre, avrebbe accettato il giudizio di quei
critici che gli rimproveravano di non avere abbastanza conoscenza
culturale e capacità tecnica per realizzare bene quel suo progetto.
Eppure, proprio nella ingenuità di fondo implicita in quelle sue
velleità di fare il "musicista colto-sperimentale", è la causa del
motivo del grande fascino che "l'imperfetto" Sysyphus esercitava
e *tuttora* esercita per alcuni eccentrici appassionati di musica
sperimentale come me. Perché vi sarà qualche imprecisione tecnica,
vi sarà un tema iniziale e finale magniloquente che ad alcuni pare
un po' retorico, la scrittura del brano non sarà rigorosamente ponderata
come vorrebbero i puristi della "vera" musica colta contemporanea,
ma NON c'è alcuna aridità in quel brano, che semmai comunica emozioni
certo più facilmente di tanta produzione di John Cage, ad esempio.

Ecco il grande merito di Richard Wright in particolare: avvicinarsi alle
espressioni della musica colta sperimentale MA con la capacità di
esprimere emozioni anche "immediate" della musica rock. Non è stato
lui l'unico dei Pink Floyd a cui si possa attribuire tale merito,
MA CERTAMENTE PIU' LUI DI ROGER WATERS E QUALUNQUE ALTRO
DEI PINK FLOYD; compreso Syd Barrett.

Richard Wright non era un virtuoso strumentale, però suonava molti
strumenti, anche se col gruppo quasi sempre si limitò ad organo,
pianoforte e tastiere varie. A tempo perso si dilettava col violoncello
e con la tromba (questa la si puo' sentire in "Biding my time", su
"Relics"), e nel gruppo precedente alla entrata di Syd Barrett e Bob
Close aveva suonato principalmente come secondo chitarrista
(alla chitarra solista allora c'era Roger Waters!).

Ma, soprattutto, Richard Wright, anche se i più manco se ne sono
accorti, ha re-inventato le sonorità ed espanso le funzioni del comune
organo elettronico. Non era certo capace di eseguire i funambolismi
tastieristici di Keith Emerson, ma lui, Wright, con la trovata di usare
spesso e volentieri ogni sorta di modulazione sul suo Farfisa, e di
agire spesso in tempo reale modificando tali modulazioni, dal vibrato
al tremolo, dal Leslie al wha-wha, e avvalendosi anche lui di camere eco
come l'Echorec Binson, in tal modo creava un nuovo mondo di suoni,
allargava le possibilità espressive dell'organo elettrico (e nel caso
del famoso "Ping!" di Echoes, anche del pianoforte...), in modi a volte
prima forse neppure immaginati: erano queste le più consistenti
fondamenta del suono ambientale, "spaziale", atmosferico dei Pink Floyd
precedenti "Animals". Disco a suo modo "coraggioso" e con molta energia,
ma che va verso una direzione poco consona ai gusti musicali di Wright.
E' da lì che inizia lo sgretolamento dei Pink Floyd. Con The Wall, poi,
Roger Waters accentrava sempre più la fonte compositiva e progettuale
del gruppo, che ormai assomigliava alla band di Waters più che al gruppo
di musicisti che sino almeno a Wish You Were Here avevano collaborato
anche nella composizione musicale e negli arrangiamenti, e in seguito a
note vicissitudine (note ora ma non all'epoca dell'uscita del disco...),
Waters in pratica impose a Wright di uscire dal gruppo, anche se
formalmente tale cosa rimase nascosta al pubblico sino a poco prima
dell'uscita di The Final Cut. Le motivazioni dell'uscita di Wright dal
gruppo sono un po' controverse; si è detto che Wright era poco
interessato a suonare nelle sessioni di registrazione di The Wall,
si è detto che aveva una sua personale crisi, anche artistica, si è
detto che si facesse di cocaina; ma qualcuno ha anche notato,
fra cui Bob Ezrin, che Waters in realtà era divenuto insofferente verso
Richard Wright: tale giudizio è stato dato anche da Peter Jenner.

Io, di mio, aggiungo che ormai con la svolta che Waters voleva imprimere
alla musica (dei Pink Floyd o solamente sua?), un tastierista non
particolarmente virtuoso ma creativo ed atmosferico, in realtà non gli
serviva; anzi, poteva persino essere poco compatibile con la svolta
musicale di Waters. A lui serviva semplicemente un bravo strumentista
*meramente esecutore*, che si limitasse a suonare bene melodie ed
armonie create unicamente da Sua Unicità Roger Waters: non era certo
cosa che potesse stimolare granché l'impegno di Richard Wright.

Che così rifiutò di ritornare dal mare greco nel settembre 1979 per
terminare le registrazioni di The Wall, e da lì la decisione di Waters
di costringere Wright ad uscire dal gruppo. Come sappiamo, rientrò poi
quando dopo "la guerra" fra Waters da una parte e Gilmour/Mason
dall'altra la spuntarono appunto Gilmour e Mason e resero proprio
il marchio "Pink Floyd", anche se ufficialmente Wright rientrò nel
gruppo nel 1992 (o forse sarebbe meglio dire "nella società Pink
Floyd"). Però Waters accettò che Wright suonasse coi Pink Floyd per
il tour di The Wall, legalmente come sessionman, ma di cio' fuori
dalla stretta cerchia del gruppo e dei gruppo dirigenti della EMI
e della Columbia, nessuno sapeva nulla, tutti pensavano che fosse
ancora un "regolare membro del gruppo". Una cosa "oscura" della
storia del gruppo ma solo sino all'uscita di The Final Cut.

C'è qualcosa di "oscuro" che è rimasto tale praticamente sino ad
oggi, invece, ad esempio circa le circostanze dell'uscita di Syd Barrett
dai Pink Floyd e delle scelte operate da Peter Jenner. E' stato proprio
lo stesso Richard Wrigth a dire qualcosa al riguardo che non figura
su nessun libro, che io sappia. Se Wright non ha detto una balla,
vi è una sua dichiarazione in cui lui asserisce che in realtà Peter
Jenner parlò personalmente con lui, nel periodo in cui si stava per
verificare la scissione fra Syd Barrett e i Pink Floyd; in realtà Jenner
era abbastanza preoccupato per la instabilità di Syd Barrett, e pensava
che sarebbe stato più facile continuare a far suonare e comporre
Barrett se accanto a lui ci fosse stato quello che degli altri Pink
Floyd gli era sempre stato più vicino e comprensivo, appunto
Richard Wright. In effetti erano stati Waters e Mason principalmente
a decidere di sostituire Syd Barrett almeno sul palco, sebbene poi
Wright si fosse adeguato alla loro decisione, pragmaticamente.
Perciò Peter Jenner (secondo Wright) gli avrebbe chiesto esplicitamente
se accettava di lasciare anche lui Waters, Mason e il nuovo arrivato
David Gilmour per unirsi a Syd Barrett e suonare con lui, magari anche
contribuire alle composizioni di nuovo materiale musicale.

Wright più o meno ha detto che se avesse pensato di riuscire a farcela,
da solo con Syd Barrett, avrebbe sicuramente accettato tale proposta
di Peter Jenner (di cui il resto del gruppo per molto tempo non seppe
nulla... come tuttora la maggior parte di coloro che pure da molti anni
seguono le vicende del gruppo). Ma non credeva proprio di riuscire a
farcela, visti anche i recenti precedenti soprattutto quando Barrett
doveva salire sul palcoscenico. Perciò decise di rifiutare la proposta
di Peter Jenner e rimase con Waters, Mason e Gilmour; oltretutto nel
nuovo album a cui stavano lavorando allora, A Saucerful Of Secrets,
Richard Wright aveva abbastanza spazio anche come compositore ed
era interessato al proseguimento della ricerca musicale che in quel
momento ormai interessava molto più Waters, Mason e naturalmente
lo stesso Richard Wright che non Syd Barrett (Gilmour invece all'inizio
era abbastanza spaesato, soprattutto nel pezzo title-track dell'album:
fondamentalmente non era mai stato un "avanguardista", anche se poi
si adeguò rapidamente alla direzione sperimentale assunta in quel
periodo dal gruppo).

Va', mi hai fatto scrivere qualcosa che era "riservato" alla sesta
parte, sinora mai scritta, de "Lo stilema errante" e non so se la
scriverò, quindi declino le richieste di Lorenzo-Huyg su tale questione;
quella più riservata che invece mi ha posto lo stesso in una mail a me
indirizzata non l'ho declinata, solo che non trovo più un disco che era
il primo che volevo consigliargli: Lorenzo, si tratta di Erik Satie,
comprende le Trois Gymnopedies, le Six Gnosseries, i Cinq Nocturnes,
le Trois Morceaux En Forme De Poire, La Belle Excentrique e altri
brevi pezzi, ma non mi ricordo l'edizione, il pianista e sto ancora
cercando quel belin di disco, che pure da qualche parte in casa dovrei
avere (il problema è che ho dischi sparsi in almeno quattro stanze
della casa...). Abbi un po' di pazienza oppure se non ne hai te ne
consiglio qualcun altro. Scusate se esco completamente fuori Topic...
Post by Dario D.
proprio oggi. d'improvviso
riuscivo, finora, ancora ad ascoltare pezzi in cui - a dispetto della
scura signora con la falce - s'intravede vivido lo sguardo e ardente
l'anima di barrett
probabilmente d'ora in poi sara' (molto) diverso
oggi non e' scomparsa una persona
oggi e' morto - davvero - il SOUND FLOYDIANO
Valerio HT:
E' scomparsa la persona fisica di Richard Wright, e sicuramente non può
più esistere il "Sound Floydiano", neppure se per azzardatissima ipotesi
gli altri rimasti, Waters compreso, riprendessero a lavorare insieme a
nuovi progetti musicali. Semplicemente, l'apporto musicale di Wright
era gran parte del DNA del Sound Floydiano. Persino nei pezzi non
composti da lui. Waters continui pure a pensare che "il più Pink Floyd
di tutti" sia stato lui. Per me ed altri che abbiamo seguito "in real
time" quel periodo sperimentale-pionieristico dei Pink Floyd (capisco
che siamo pochi in confronto alle moltitudini dei fans che conobbero
la musica dei Pink Floyd anni dopo di noi, dal 1973 in poi...), quello
che ha più incarnato quello che, almeno nella nostra mente, era
lo spirito musicale dei Pink Floyd, è proprio Richard Wright.

Avrei voluto esprimere meglio l'operato di Richard Wright,
la sua fondamentale importanza nella storia dei Pink Floyd.
Ma anch'io sono tuttora molto turbato da questo mattone, anzi da questo
intero Wall caduto addosso a chi ha amato profondamente quella musica
e ognuno a suo modo ha voluto bene a Richard Wright, il creativo, il
musicista "rock" affascinato da jazz e musica colta, il background
armonico del gruppo, il sognatore, il cercatore di atmosfere,
l'uomo dal fragile carattere, l'anti-rock star, quello che, dopo
Barrett, ha vissuto la musica soprattutto come espressione d'arte
e non principalmente come lavoro (come tante volte ha invece detto
Roger Waters). ZioArturone una volta ha detto "non c'è dubbio,
è Wright il vero musicista del gruppo" (pur essendo ZioArturone un
chitarrista e non un tastierista). Bene, non sarà stato Wright il solo
musicista del gruppo, ma il *più* musicista del gruppo, io lo credo.

Addio mio caro Richard Wright, ti ho voluto bene e te ne voglio adesso.
Un milione di grazie per quello che mi hai dato. E che hai dato a tanti
altri. Avresti meritato di aver avuto almeno il tempo per realizzare
quel tuo nuovo disco solista, ma neanche questo ti è stato concesso.
E allora almeno faremo quello che potremo affinché tu non venga
presto dimenticato, anzi si parli di te anche nei libri di musica (o
loro "media" sostitutivi) che usciranno fra 50 anni e più.

Che universo indifferente.
Addio ancora, Richard.
--
*******************************
* IN MEMORIA DI RICHARD WRIGHT
*******************************
unknown
2008-09-16 08:01:20 UTC
Permalink
"Valerio HT" <***@despammed.com> ha scritto
nel messaggio news:***@news.asos.atem.irrlicht.zeit...

(cutto solo per ridurre i kk del post)
Post by Valerio HT
E' scomparsa la persona fisica di Richard Wright, e sicuramente non può
più esistere il "Sound Floydiano", neppure se per azzardatissima ipotesi
gli altri rimasti, Waters compreso, riprendessero a lavorare insieme a
nuovi progetti musicali. Semplicemente, l'apporto musicale di Wright
era gran parte del DNA del Sound Floydiano. Persino nei pezzi non
composti da lui. Waters continui pure a pensare che "il più Pink Floyd
di tutti" sia stato lui. Per me ed altri che abbiamo seguito "in real
time" quel periodo sperimentale-pionieristico dei Pink Floyd (capisco
che siamo pochi in confronto alle moltitudini dei fans che conobbero
la musica dei Pink Floyd anni dopo di noi, dal 1973 in poi...), quello
che ha più incarnato quello che, almeno nella nostra mente, era
lo spirito musicale dei Pink Floyd, è proprio Richard Wright.
Avrei voluto esprimere meglio l'operato di Richard Wright,
la sua fondamentale importanza nella storia dei Pink Floyd.
a me invece sembra che hai fatto una grandissima recensione!
Non so se ce ne saranno di migliori, in giro per il mondo!! Sul serio!
Sarebbe bello se tu andassi avanti con lo Stilema e ne facessi una
pubblicazione.... Sono sicura che farebbe molto successo e sarebbe molto
gadita ai fan floydiani
Post by Valerio HT
E allora almeno faremo quello che potremo affinché tu non venga
presto dimenticato, anzi si parli di te anche nei libri di musica (o
loro "media" sostitutivi) che usciranno fra 50 anni e più.
sperando che ne parlino adeguatamente, senza sminuirlo come durante le
riprese mentre suonava al Live8 del 2005, sigh
Post by Valerio HT
Che universo indifferente.
Addio ancora, Richard.
--
*******************************
* IN MEMORIA DI RICHARD WRIGHT
*******************************
*********
Massimo
2008-09-16 08:24:23 UTC
Permalink
Post by Valerio HT
Vorrei farlo. Perché a differenza di chi ha conosciuto i Pink Floyd
dalla metà degli anni '70 in poi, per me come per altri di coloro che
li avevano conosciuti all'epoca in cui uscivano i loro primi album,
Richard Wright era un musicista assolutamente fondamentale per
la musica del gruppo, anzi per parecchi di noi era il nostro "Pink
Floyd" preferito.
Richard è stato l'armatura d'acciaio affogata nel calcestruzzo floydiano.
Quasi invisibile, ma indispensabile.
Quoro e straquoto quanto hai cosi mirabilmente postato il onore al "nostro"
Wright".
Post by Valerio HT
Ma non credeva proprio di riuscire a
farcela, visti anche i recenti precedenti soprattutto quando Barrett
doveva salire sul palcoscenico.
Barret all'epoca si stava evolvando verso altre forme, che di floydiano ne
avevano ben poco, vagheggiava di introdurre sassofoni e banjo nella
band..... lui stesso era divenuto un cantautore voce/chitarrina...
Post by Valerio HT
Addio mio caro Richard Wright, ti ho voluto bene e te ne voglio adesso.
Noi italioti avevamo "predi-questa-mano-zingara", RW sfornava Ummagumma...
Gli sia lieve la terra....
Post by Valerio HT
*******************************
* IN MEMORIA DI RICHARD WRIGHT
*******************************
Seldon
2008-09-16 08:48:59 UTC
Permalink
Post by Valerio HT
Che universo indifferente.
Già..

--
Seldon
http://digilander.libero.it/floyder
Il Web di it.fan.musica.pink-floyd

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

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